Nel V secolo aC Cartagine decise di intraprendere grandi esplorazioni. Almeno due spedizioni segneranno fortemente la storia punica. Il primo, il più noto, sarà quello di un ammiraglio di nome Hannon che esplorerà la costa occidentale dell’Africa. La seconda, quella di un uomo di nome Himilcon, che andrà nelle isole britanniche.


Il primo riferimento al viaggio di Imilcone è una breve menzione nella “Storia naturale” di Plinio il Vecchio. Si ritiene che questo viaggio sia avvenuto intorno al 450 a.C. circa. Il capitano cartaginese e il suo equipaggio, lasciando Cadice, sarebbero arrivati nel paese noto come Oestrymnides, le cui isole sono “ricche di stagno e piombo”. Dagli aneddoti di Avieno relativi al viaggio, sembra che le navi della spedizione fossero del tutto inadatte a questo viaggio. In effetti, le fragili barche su cui si era imbarcato Himilcon e il suo equipaggio erano prive di chiglia, sommariamente attrezzate e incapaci di navigare di notte. Dopo un viaggio disseminato di insidie, Himilcon dovette affrontare banchi di alghe, fitte nebbie, secche e secche, e altrettanti mostri marini che personificavano le sue difficoltà di navigazione, Himilcon riuscì a raggiungere le isole britanniche. Si pensa che il suo viaggio abbia ripreso un percorso precedentemente utilizzato dai marinai di Tartessos, diretti a nord lungo la costa della penisola iberica per far posto alle isole Cassiteride, conosciute anche come “Isole di Stagno”. Il est sans doute juste de voir dans le résultat du Périple d’Himilcon, l’avantage de dégager pour Carthage un accès à la « Route de l’étain », créant ainsi une liaison commerciale vers Gadès pour le commerce du plomb et de l ‘stagno.

 

IL VIAGGIO DI HANNON

Hannon, noto come “il navigatore”, è un esploratore noto principalmente per le sue esplorazioni navali della costa occidentale dell’Africa. L’unica fonte del suo viaggio è un viaggio greco. Tuttavia, rimane un dubbio sulla sua destinazione. Secondo alcuni storici sarebbe stato fino all’estremo sud del Gabon, mentre per altri non sarebbe stato più lontano del sud dell’attuale Marocco. Intorno al 500 a.C. J.-C., Hanno è incaricato da Cartagine di attraversare le “colonne d’Ercole” con una flotta di sessanta navi di cinquanta rematori ciascuna e trentamila persone a bordo. Deve sbarcare ad ogni tappa per fondarvi colonie o popolare pedine già esistenti e, una volta raggiunta l’ultima pedina, proseguire per una spedizione esplorativa. Il suo viaggio fu trascritto su una stele depositata nel tempio di Ba’al-Hammon a Cartagine. L’originale punico non è stato trovato, ma esiste una versione greca intitolata Racconto del viaggio del re cartaginese Annone intorno alle terre oltre le Colonne d’Ercole. È inciso su targhe sospese nel tempio di Crono. Secondo questo racconto, il viaggio di Annone si svolse in cinque fasi distinte. Il primo, da Cadice a Thymatérion, alla foce dell’Oued Sebou, vicino a Kenitra. Il secondo, da Thymaterion a Lixus. Poi, da Lixus all’isola di Cerné. Poi da Cerné al delta del fiume Senegal, con ritorno a Cerné. L’ultima tappa si è svolta da Cerné al fondo del Golfo di Guinea, sulle rive dell’attuale Camerun. Durante le varie fasi Annone fondò contatori e colonie per conto di Cartagine.

 

GLI SCRITTI RISULTATI DAI VIAGGI DI HANNON E HIMILCON

Ci sono pochissime opere trovate che si riferiscono al viaggio di Himilcon. La prima è una breve menzione nella Storia naturale di Plinio il Vecchio, scrittore romano. L’altra fonte, riguardante Imilcone, è la testimonianza di Avieno, poeta latino, che scrisse nel IV secolo un racconto di geografia intitolato Ora maritima. Il Periplo di Annone, nel frattempo, ha la forma di un breve testo greco, che dovrebbe essere la traduzione di un’iscrizione fenicia nel tempio di Baal a Cartagine. Ci sono anche riferimenti al viaggio di Annone nel Palatinus græcus, un manoscritto bizantino datato all’ultimo quarto del IX secolo. Anche il Vatopedinus del XIV secolo nella British Library contiene il testo. Esiste anche una traduzione francese che si trova in un volume intitolato Historiale description de l’Afrique, tiers partie du monde…, pubblicato a Lione nel 1556 dallo stampatore Jean Temporal. Infine, una traduzione latina si trova in un’edizione del De totius Africæ descriptione di Leone l’Africano pubblicata a Zurigo nel 1559…