La storia di Cartagine rimane in gran parte sconosciuta durante i primi tre secoli della sua esistenza. Questa mancanza di fonti su Cartagine ha persino spinto storici come Otto Meltzer a dubitare della sua esistenza prima del VI secolo aC Tuttavia, dal VI secolo Cartagine lotta contro i Greci e inizia a dominare nei mari dell’Occidente. C’è stato quindi un lungo periodo di sviluppo e progresso.

 

 

In questo periodo oscuro dei loro annali, sappiamo che i Cartaginesi conquistarono passo dopo passo tutta la regione che si estende dalla piccola Sirte alla frontiera della Numidia. È anche noto che stabilirono una serie di stazioni commerciali sulla costa della Piccola e della Grande Sirte. Dalle prime fonti che abbiamo sappiamo che all’inizio del VI secolo il territorio continentale soggetto a Cartagine era diviso in tre zone. La prima, Zeugitane detta anche Carchedonia, comprendeva, oltre ai dintorni di Cartagine, Hippone-Zaryte, Utica, Tunisi, Clypea e pochi altri paesi della costa, poi nell’interno delle terre, Vacca, Bulla, Sicca, Zama. La seconda regione era Byzacène in cui si trovavano le città di Hadrumète (Sousse), Little Leptis (Lemta), Thysdrus (El-Djem) e Tacapé (Gabès). Nella terza vennero quelli che furono chiamati gli emporias, una serie di magazzini commerciali sfalsati sulla costa, da Tacapé alla grande Leptis (Tripoli), e tra i quali bisogna citare Macar, Oea e la presunta isola dei mangiatori di loto (Djerba). Cartagine detiene così all’inizio del VI secolo tutte le rotte commerciali dell’Africa.

I fratelli Filene

Forte dei suoi possedimenti, Cartagine cercherà così di estendersi in Sicilia e in Spagna dove si scontrerà prima con i Greci, poi con i Romani. Ma fu in Cirenaica che scoppiò il primo conflitto. I Greci di Cirene, avendo cercato di disputare un terreno neutrale con i Cartaginesi che volevano stabilirvisi, le due parti si accordarono, dice Sallustio, storico romano, su un compromesso per evitare il conflitto. Era necessario, per ciascuno dei protagonisti, inviare da ambo le parti due ambasciatori, partendo per alcuni da Cartagine, per altri da Cirene. Il luogo sulla costa dove si sarebbero incontrati avrebbe segnato il confine tra i due stati. Cartagine scelse quindi due fratelli di nome Filene che i Cirenei cercarono di ingannare sostenendo che avevano lasciato Cartagine prima della scadenza. Ma la leggenda narra che per segnare chiaramente il punto in cui erano arrivati e per non perdere un centimetro di territorio, i Filene vi furono sepolti vivi. Successivamente nello stesso luogo furono eretti gli altari dei Filene, in ricordo di questa leggenda. Onoreremo poi con un culto gli eroici Cartaginesi la cui devozione permise alla loro Città di conquistare tutto il paese di Syrtes così come i paesi delle popolazioni africane di Nasamons e Lotus-eaters.

La caduta di Tiro

Cartagine inizia dunque, all’inizio del VI secolo, la sua espansione. Ma a migliaia di chilometri di distanza, nell’attuale Libano, un fatto sorprendente farà di Cartagine il nuovo epicentro del mondo fenicio. Infatti, quando Nabucodonosor II salì al trono babilonese, assediò per tredici anni (585-572) Tiro, la principale città fenicia. Alcune ipotesi presumono che si stabilisca finalmente una sorta di compromesso tra Tiri e Babilonesi al termine del quale Tiro conserva una certa autonomia. Ma nel 539 Ciro II prese Babilonia e iniziò un nuovo periodo. Integrata nell’impero persiano achemenide, Tiro perse la sua indipendenza e Cartagine divenne poi la principale città fenicia. Inizia quindi il cosiddetto periodo dell’imperialismo cartaginese che vedrà la città estendere notevolmente la sua influenza intorno al Mediterraneo. Diventerà, in questo periodo, il grande rivale dei Greci e dei Romani…