“Pagina a tappeto” e “Canone eusebiano”: questione di vocabolario

Dopo aver letto l’articolo sulle illuminazioni dell’isola, potresti esserti chiesto cosa sia una “pagina del tappeto” o un “canone eusebiano” in opere di questo tipo. Questi sono elementi costitutivi dei Vangeli ma che però non fanno parte del corpus. Entrambi hanno funzioni distinte che vi invitiamo a scoprire. Definizione!

pagina del tappeto. civiltà antiche

Figura. 1 – Libro di Durrow. Pagina del tappeto. Foglio 192v

Pagine di moquette

Una pagina a tappeto è una delle pagine presenti nel manoscritto ma non appartenente al corpus del testo. Ogni pagina del tappeto è unica, attaccata a un vangelo particolare, oa un altro elemento (la lettera di Girolamo -Novum Opus- per esempio). Invita il lettore alla preghiera attraverso il suo contenuto decorativo prevalentemente astratto.

Il motivo ornamentale copre la quasi totalità di una pagina in formato rettangolare e presenta intrecci, animali, a volte i tetramorfi ( o le “quattro creature viventi”), che rappresentano i 4 evangelisti.

In questa copia di una pagina del libro di Durrow (Irlanda, fine VII secolo) sopra, scopriamo motivi fantastici fatti di creature fantasmagoriche e simboliche.

Sarebbe una delle prime rappresentazioni di questo tipo su questo tipo di manoscritto. Il traforo è geometrico e serpentino. Una croce maltese è visibile al centro ma non attira necessariamente l’occhio, che prima correrà e danzerà intorno alla pagina seguendo le linee e i colori accesi.

Pagina del tappeto di San Marco Lindisfarne. civiltà antiche

Figura. 2 – Lindisfarne. San Marco, pagina del tappeto. Foglio 94v

I Vangeli di Lindisfarne (c. 700-715 d.C.) sono ampiamente sviluppati in articoli che puoi trovare su Ancient Civilizations . Ma potete già osservare su questa pagina di tappeto gli intrecci complessi di una grande ricerca.

Gli schemi si arrotolano, si intrecciano senza dare l’impressione di pesantezza ma invitandoti ad immergerti nell’universo, ad immergerti in un mondo spirituale.

I colori sono luccicanti, gli animali simboleggiati, stilizzati, si fondono con i motivi e si ripetono all’infinito. Il motivo della croce cristiana è intuibile ma è solo un elemento decorativo, un’atmosfera. Da notare la presenza di elementi celtici concentrici, arrotolati, aventi un significato solare, di movimento, di vita; e cloisonné di influenza sassone… piuttosto non cristiano! Avremo occasione di tornare su questo.

I Canoni Eusebiani

kel. dettaglio della tabella del canone 5r. Civiltà antiche

Figura. 3 – Libro di Kells – Tavola del Canone Eusebiano – Folio 5r

Uno strumento complesso…

Quando si fa riferimento alle tavole dei canonici, si parla anzitutto del canone “Eusebiano” intitolato a Eusebio di Cesarea (265-340 d.C.). Eusebio nacque e fu vescovo a Cesarea, città situata nell’attuale territorio di Israele. Eusebio di Cesarea fu autore, teologo e storico durante il regno dell’imperatore Costantino I, al quale fu legato. Questo imperatore convertito pose fine alle persecuzioni contro i cristiani, cosa che gli conferisce un’aura speciale nella storia dei primi secoli del cristianesimo. Sebbene non riconosciuto come Padre della Chiesa, Eusebio di Cesarea ebbe un ruolo di primo piano nella conoscenza, costruzione e sviluppo del cristianesimo. Come esegeta, cioè specialista e commentatore di testi cristiani, ha cercato di analizzare e confrontare i Vangeli per far emergere le loro analogie. È così che ha creato questo sistema che deve il suo nome a lui.

Canon letteralmente significa “regola”. E qui ha due significati. Le illuminazioni prodotte a Kells, a Lindisfarne, permettono di leggere i Vangeli “canonici”: quelli che sono riconosciuti e fissati dai Concili come elementi costitutivi del Nuovo Testamento e oltre, della Bibbia. I quattro grandi vangeli cristiani che raccontano la vita di Gesù ei suoi insegnamenti, riconosciuti come “canonici”, sono quelli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni. Tra questi, tre sono particolarmente vicini. Si chiamano “sinottici”: quelli di Matteo, Marco e Luca. Ciò significa che presentano eventi particolarmente simili. Quella di Jean è un po’ marginale nella sua forma, si chiama “Johannique”.

Questa questione di possibile confronto, somiglianze e differenze di testimonianze ha interpellato teologi, filosofi e studiosi – che cercano di imparare da essa – compreso il nostro Eusebio di Cesarea. Si affidò al metodo di lavoro inventato da Ammonio di Alessandria (intorno al 220 dC), teologo cristiano, che volle creare un testo comune per i quattro Vangeli affiancandoli in modo da combaciare. Utilizzando questa base di riflessione, lo stesso Eusebio creò un sistema ancora più astuto. Un sistema basato su regole: una Canon.

La tavola del canone evangelico di Mulling. Civiltà antiche

Figura. 4 – Vangeli di Mulling. Tavolo da cannone. Foglio 5r.

…presentato in colonne

La divisione dei testi in versetti e capitoli è recente. Inizialmente, è diviso in sezioni. Queste sezioni ti permetteranno di confrontare i fatti. Ci sono 1165 in totale per i quattro vangeli. Nel canone delle Concordanze di Ammonio i quattro vangeli sarebbero stati affiancati. Le sezioni sono codificate in lettere: “Mat”, “Mar” ecc. ; e in numeri (un numero per sezione a partire da Matteo). Il numero di una sezione riferito agli altri vangeli sull’elemento corrispondente, abbinandoli tra loro diventa facile.

Tranne nel caso in cui gli elementi non appaiano o siano diversi. Eusebio di Cesarea riesce a superare questa trappola stabilendo una regola sotto forma di tavola: …il “canonico” eusebiano!

Il canone 1, elenca le sezioni comuni ai quattro vangeli; canone 2 le sezioni comuni a Matteo, Marco e Luca; canone 3 le sezioni comuni a Matteo, Luca e Giovanni… e così via fino al canone dieci, dice “Sondergut ”, che presenta le sezioni “proprie” a ciascun evangelista.

Ai margini di ogni vangelo, i riferimenti numerati ai canoni corrispondenti consentono di trovare la sezione ad hoc negli altri vangeli del canone. La tavola dei canonici riprende nell’ordine il riferimento della sezione e sulla stessa riga la sua corrispondenza negli altri vangeli.

Nel caso qui presentato, va inteso che la sezione VIII del Vangelo di Matteo corrisponde alla sezione II del Vangelo di Marco, nonché alla sezione VII di quello di Luca e alla sezione X del Vangelo di Giovanni. Poiché i 4 Vangeli corrispondono, siamo nel Canone 1 in quo quartet “dove sono i 4”.

tavolo da cannone. Civiltà antiche

Figura. 5 – Tabella dei canoni eusebiani – dettaglio. ©Marjorie Benoist

Dal punto di vista artistico,

una tabella permette in linea di principio poca libertà: i canoni sono divisi in quattro colonne su più pagine (12 tradizionalmente). I miniatori, invece, utilizzeranno questa base e mostreranno creatività per adornare un contenuto, un po’ severo, che costituisce una serie di numeri.

L’ovvio parallelismo con l’architettura cristiana dei colonnati, dei portici delle chiese permette di utilizzare alcuni elementi decorativi: base, capitello. I miniatori riprenderanno questi esili motivi che ordinano le sezioni e danno ritmo all’insieme, per collocarvi al loro interno intrecci, motivi vegetali, animali, geometrici… in un testamento decorativo tipico dell’arte isolana.

In contrasto con le iniziali monocromatiche, i colori sono usati negli ornamenti. Inoltre, la parte superiore del tavolo che corona le colonne, a forma di semicerchio, libera un’intera area utilizzabile per la collocazione dei motivi. È in questo luogo che troveremo i personaggi, ei simboli degli evangelisti: bue, leone, angelo e aquila. Per una comprensione visiva, il numero di animali simbolici permette di sapere in quale canone ci troviamo (i 4 animali nella parte superiore, siamo nel canone 1 per esempio).

Racchiudendo il semicerchio superiore in uno schema rettangolare, anche i due angoli a destra e a sinistra vengono liberati per accogliere gli schemi. Il Libro di Kells ci offre ottimi esempi di questo. Viene utilizzata anche la base delle colonne: la loro base incavata permette ancora di aggiungere motivi geometrici o figurativi.

libro di Kells, dettaglio. civiltà antiche

Figura. 6 – Libro di Kells. Tavolo da cannone. Vedere al dettaglio. Foglio 3r.

A poco a poco, l’aspetto delle tabelle cambierà

I modelli diventeranno più complessi. Il libro di Mulling -figura 4- presenta, ad esempio, un modello che si potrebbe definire “semplicistico”, con una linea rossa per ogni separazione.

Lindisfarne -figura 7- in una versione raffinata offre tuttavia l’apparenza di motivi e inizierà a sfruttare gli spazi per inserire aggiunte decorative.

Lindisfarne-folio-11-table-canon. Civiltà antiche

Figura. 7 – Vangelo di Lindisfarne. Tavola del Canone. Foglio11

Il libro di Kells -figura 8- nel frattempo, offre una versione magnifica, molto ricercata, elaborata, con elementi abbondanti che sfruttano al massimo lo spazio.

Inoltre, i ricercatori hanno riscontrato numerosi errori nella Canon Table del Book of Kells risultanti dalla “compressione” delle ultime due pagine. In effetti, per qualche ragione sconosciuta, la tabella dei canoni di Kells è lunga solo dieci pagine. Si è quindi sostenuto che il contenuto era stato “trascurato” per quanto riguarda l’aspetto visivo ed estetico.

Tavolo del cannone Kells. civiltà antiche

Figura. 8 – Libro di Kells. Tavolo da cannone. Foglio 2r