In seguito alla distruzione avvenuta durante il periodo protopalaziale, i minoici ricostruirono i loro palazzi. È l’inizio della cosiddetta era neopalaziale che si estenderà in un periodo abbastanza breve, dal 1650 al 1450 aC In questo periodo, i minoici decisero di costruire palazzi più grandi e lussuosi di prima. Durante questo periodo, Cnosso rafforza la sua supremazia e l’unità dell’isola. Parleremo poi della talassocrazia minoica che raggiungerà il suo apice sotto il regno di re Minosse prima di crollare in pieno apogeo…

La talassocrazia cretese

Durante questo periodo cosiddetto neopolatico o addirittura della talassocrazia cretese, l’organizzazione di Creta si sviluppa e si rafforza. La parola talassocrazia deriva dal greco antico thálassa, che significa “mare” e krátos, “potere”. Il termine talassocrazia viene applicato a regni di una certa entità e la cui influenza è basata sul potere marittimo. Durante la talassocrazia, quindi, i palazzi diventano più nelle campagne iniziano a sorgere influenti e grandi ville. Queste grandi ville, nuove sedi amministrative che rappresentano il potere dei signori dei palazzi nelle campagne indicano una crescente gerarchia della società. Queste ville consentiranno ai dignitari di sovrintendere alle fattorie, al commercio e al consegna dei prodotti ai palazzi oltre che per l’esportazione.Si può quindi davvero parlare di una fase di centralizzazione che ha rafforzato l’egemonia dei palazzi.Tra questi, quella di Cnosso si impone sempre più come la “capitale” di Creta mentre la i palazzi di Malia e Festo si indeboliscono. La marina continua a crescere. Tuttavia, ciò che segnerà maggiormente il periodo della talassocrazia cretese è l’influenza all’estero della sua influenza culturale, come dimostrano le numerose scoperte nel mondo mediterraneo di affreschi ispirati a Creta, nonché ceramiche, sigilli in pietra scolpita e vasi.

Il regno del re Minosse, apogeo della talassocrazia

Intorno al 1500 aC, verso la fine del cosiddetto periodo neopalaziale, salì al trono re Minosse. La leggenda relativa alla sua filiazione narra che sarebbe figlio dell’unione di Zeus e dell’Europa, una principessa fenicia, figlia di Agenor, re di Tiro, e Telefassa. Minosse era quindi considerato un semidio. Non è chiaro se Minosse fosse un personaggio reale o un titolo come avrebbe potuto essere Cesare a Roma. Si ritiene che i capi dei palazzi fossero chiamati Minosse per Cnosso, Radamanto per Festo e Sarpedonte per Malia. Comunque sia, Minosse, che riunisca uno o più personaggi, porterà la talassocrazia cretese al suo apice. A quel tempo, Creta avrebbe esteso la sua influenza sulle Cicladi, Kytera, Megara e le coste dell’Attica situate nella Grecia continentale. Sembra addirittura che Atene fosse sotto il dominio cretese e dovette renderle omaggio. Una delle grandi opere di Minosse durante il suo regno fu quella di epurare il mare dai pirati. I minoici fondarono anche molti porti in tutto il Mediterraneo come il porto di Gaza. Li chiamarono “Minoa”. Secondo le leggende due teorie si scontrano, Minosse potrebbe essere morto in Sicilia mentre inseguiva Dedalo e la sua tomba sarà ancora nell’isola italiana. Un’altra tradizione assicura che sarebbe morto a Kamikos, sempre in Sicilia, sorpreso nel suo bagno dalle figlie del re Cocalos, che lo avrebbero soffocato. A riprova che Minosse segnò fortemente i Greci, sarebbe diventato dopo la sua morte, secondo la loro mitologia, uno dei tre giudici degli inferi.

Il mito di Atlantide

Intorno al 1450 aC, un nuovo disastro “falcierà” la civiltà minoica allora in pieno svolgimento. L’eruzione del vulcano Thera che provocherà un’onda di marea e un cambiamento del clima. Questo disastro naturale genererà secondo gli archeologi onde tra i 50 metri e fino a secondo alcuni anche fino a 250 metri di altezza farà diminuire i palazzi e distruggere la maggior parte della flotta minoica, essenziale per il commercio. I Micenei, che provenivano dalla Grecia continentale, colsero allora l’occasione per entrare in conflitto con una talassocrazia minoica indebolita economicamente e politicamente. Finiranno per distruggere il palazzo di Cnosso nel 1370 a.C. avendo precedentemente distrutto tutti gli altri palazzi. Questa conquista sarà dimostrata archeologicamente dalla comparsa in questo periodo di tombe a camera tipiche dei riti funebri micenei. La tomba a camera è, come suggerisce il nome, una tomba composta da almeno una camera che può essere situata sottoterra oa livello del suolo. L’accesso alla camera avviene tramite un corridoio, detto “dromos”. Questa doppia distruzione dei palazzi, dovuta due volte agli agenti atmosferici (maremoto e terremoto) non mancò di alimentare il mito di Atlantide. Un mito che sarà ripreso più di un millennio dopo nel Timeo di Platone. Vi scriverà in particolare “ci furono terremoti e inondazioni straordinari, e, nello spazio di un solo giorno e di una sola notte dannosa, tutto ciò che avevi di combattenti fu inghiottito in un solo colpo. nella terra e nell’isola Atlantide, sprofondata in mare, scomparve allo stesso modo”…